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	<title>Video e Foto Archivi - ATS Anpress</title>
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		<title>Macchine Fotografiche Mirrorless</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ATS Anpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 11:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video e Foto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.ats-anpress.it/macchine-fotografiche-mirrorless/">Macchine Fotografiche Mirrorless</a> proviene da <a href="https://www.ats-anpress.it">ATS Anpress</a>.</p>
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			<p><strong>Le nuove macchine fotografiche Mirrorless</strong> sono una categoria di apparecchi fotografici i quali si stanno combattendo una nuova fascia di mercato.<br />
Il pregio di tali macchine è dato dalla <strong>compattezza e leggerezza</strong> delle stesse a confronto delle <strong>reflex digitali,</strong> senza però sacrificare la qualità delle immagini ottenute.</p>
<p>In cosa è dovuta la rivoluzione di tale macchine? Dal fatto che è stato tolto un congegno che conviveva con il mezzo fotografico ben prima dell’invenzione stessa della fotografia (basta pensare alla “Camera Obscura”):<strong> lo specchio.</strong></p>
<p>Lo specchio, <strong>presente in tutti i sistemi reflex</strong>, permette di far deviare i raggi luminosi in entrata dalla lente su un piano superiore, rendendo così possibile la visione della scena così come è.</p>
<p><strong>Nota:</strong> il principio della Camera Obscura prevede infatti che si formi una immagine invertita e speculare rispetto a quella vista.</p>
<p>Nel sistema reflex, nel momento che noi facciamo “click” andiamo a <strong>far sollevare lo specchio verso l’alto</strong> (oltre a far aprire l’otturatore) e di conseguenza riusciamo a formare l’immagine sul piano focale dove troviamo la vecchia pellicola nel caso di macchine analogiche, oppure un <strong>moderno sensore digitale </strong>nel caso delle macchine sul mercato attuale.</p>
<p>Facciamo però un passo indietro. Fino ad ora sul mercato erano presenti solo <strong>macchine fotografiche digitali reflex, compatte e bridge.</strong><br />
Le prime erano e sono (per alcuni aspetti) tuttora le migliori macchine per quanto concerne la qualità dell’immagine finale, la velocità operativa nello scatto e nella messa a fuoco. Ovviamente il grande punto di debolezza <strong>è l’ingombro e il peso del sistema reflex.</strong> Una qualsiasi macchina reflex con lente (anche tra quelle più leggere), è comunque una macchina pesante che non può essere paragonata ad una compatta digitale.<br />
Dall’altra parte le compatte offrono il vantaggio di poter stare all’interno di una tasca, ma quando andiamo ad analizzare<strong> la qualità di immagine</strong> (aspetto questo fondamentale per un fotografo) ci rendiamo conto della grande differenza rispetto ad una reflex: alzando gli Iso, <strong>le compatte soffrono molto del fenomeno chiamato “Rumore Digitale”</strong> dovuto dal sensore molto piccolo; siamo di conseguenza vincolati ad utilizzare dei valori di Iso bassi oppure ad utilizzare il modesto flash presente (<strong>ovviamente </strong><strong>nel caso di soggetti vicini a noi</strong>).<br />
<strong>Sulla compatta inoltre non posso cambiare la lente</strong> come nel sistema reflex e abbiamo una velocità operativa notevolmente inferiore.</p>
<p>La domanda sorge spontanea: perchè non creare una macchina fotografica grande quasi come una compatta ma con la qualità dell’immagine pari a quella di una reflex?<br />
La prima a proporre una classe simile di macchine fotografiche è stata la <strong>Sigma nel 2008 con la Dp-1</strong>, la prima compatta ad avere un sensore grande APS-C, cioè delle stesse misure del sensore presente sulle reflex digitali non full-frame. Questo è stato il primo passo verso l’importanza della qualità finale dell’immagine, ma tale macchina presentava comunque la limitazione legata all’ottica fissa e non rimovibile.</p>
<h1>Le fotocamere Mirrorless</h1>
<p>Arriviamo così alle fotocamere Mirrorless.<br />
L’idea è stata: <strong>perchè non costruire una macchina reflex all’interno di un corpo macchina più stretto?</strong> Come poter arrivare a tale risultato?<br />
“Semplicemente” con una operazione nuova: <strong>togliendo lo specchio.</strong><br />
Grazie alla rimozione dello specchio guadagnamo dei centimetri preziosi sul corpo macchina ottenendo così una macchina più stretta e sopratutto leggera.<strong> L’immagine si va così a formare direttamente sul sensore</strong>, il quale rimanda quello che vien visto sul monitor, come in una compatta, oppure in un mirino elettronico.</p>
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<h1>Il perche’ della nuova baionetta nel sistema Mirrorless</h1>
<p>Quello che cambia tra il sistema reflex tradizionale e il sistema Mirrorless è il <strong>tiraggio</strong>. <strong>Il tiraggio corrisponde alla distanza tra il piano focale e il punto d’attacco della lente alla baionetta.</strong><br />
Con la conseguenza del cambio del tiraggio tra la lente e la baionetta non potremo utilizzare le lenti reflex già esistenti le quali sono progettate per un tiraggio (o distanza) maggiore dovuto alla presenza dello specchio.<br />
<strong>Questo ha portato i produttori delle macchine Mirrorless ad introdurre una nuova baionetta</strong>: nel caso delle macchine marchiate Olympus e Panasonic la baionetta di chiama “sistema microquattroterzi”, nelle mirrorless Samsung l’attacco si chiama “sistema Nx”, la Sony ha introdotto la propria baionetta proprietaria chiamata “E-Mount” e la Nikon con la sua mirrorless J1 e V1 ha introdotto l’attacco “Nikon Type 1”, per Fuji si tratta del sistema “X-Mount”.</p>
<p><strong>Nota:</strong> Olympus e Panasonic fanno parte del consorzio chiamato “Micro-quattro-terzi”: vuol dire che le ottiche prodotte dalla Olympus per il sistema Micro-Quattro-Terzi possono essere montate sia sulle macchine mirrorless Olympus che sulle Panasonic e viceversa.</p>
<h1>L’uso degli anelli adattatori per il sistema Mirrorless</h1>
<p>Uno dei vantaggi del sistema Mirrorless <strong>è che possiamo montare una quasi qualsiasi lente reflex su un corpo Mirrorless attraverso un anello adattatore.</strong><br />
L’anello adattatore non fa altro che distanziare la vecchia lente rispetto al piano del sensore e quindi ripristinare il vecchio tiraggio facendo di nuovo focalizzare la lente alla giusta distanza.<br />
<strong>Con questi anelli adattatori perdiamo però la compatibilità con gli automatismi,</strong> quali la regolazione del diaframma e la messa a fuoco automatica se presente sulla lente.</p>
<p>C’è da menzionare che recentemente <strong>sono usciti dei innovativi adattatori della casa “Matabones”</strong> i quali permettono di adattare le lenti Canon sui corpi Sony e Fuji tenendo non solo gli automatismi di regolazione del diaframma, ma anche la possibilità di usare lo stabilizzatore d’immagine e soprattutto l’autofocus! (anche se non così veloce come sulla macchina Canon di partenza)</p>
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